Di tutto, di più. Prima parte.

Ci sono cose nella vita che ti rendono felice, siano esse materiali che spirituali.
Cominciamo da quest’ultime.
Giorni fa ero rimasta piacevolmente stupita da un gradito ritorno, onestamente inaspettato, su queste mie sempre più sgangherate pagine di blog, da parte di una persona che qualche anno fa mi aveva fatto emozionare non poco leggendo il suo libro: Monica Marghetti.
Quando ero più assidua, e chiaramente mi riferisco al periodo splinderiano, andavo spesso a sbirciare tra le pagine del suo blog, un blog speciale perchè scritto da una persona che rispecchiava questa “specialità”, fatto di tutte quelle cose della vita che a volte ti spingono a odiarla (la vita), ma al contempo amarla profondamente, perchè ti catapulta in mille situazioni ed emozioni diverse, tristi ma anche felici, che alla fine ti fanno dire che sì, va bene così, perchè se non ci fosse stata lei (la vita), cosa saremmo mai stati, come saremmo stati, cosa sarebbe stato, chi sarebbe stato?
Ebbene, Monica ha commentato il mio stupidino post precendente e, spinta dalla curiosità e anche dalla gratitudine, sono tornata a sbirciare tra le sue pagine scoprendo, anzi “ri”scoprendo una persona che ancora una volta si è dimostrata, continua a dimostrarsi, straordinariamente unica, icona – a mio modesto parere – di tutto ciò che la vita rappresenta per ognuno di noi, tra le sue mille salite e (nel caso di Monica) poche centinaia di discese.
Ed è stato come tornare indietro nel tempo, quando nel mondo virtuale dei blog mi ci rinchiudevo per assaporare emozioni vere, quelle che la vita di tutti i giorni sembrava voler mettere sempre più da parte, travestendo i suoi personaggi in tante maschere “finte”, artefici di una realtà contorta e superficiale, subdola per il suo stupido e goffo tentativo di coinvolgerti in qualcosa che somiglia sempre più a una farsa.
Grazie Monica per essere tornata. Grazie per essere riuscita a farmi scrivere come un tempo.
Grazie per avermi fatto provare le emozioni di un tempo.
Se volete leggere Monica, la trovate qui.

Neve!

Dalle mie parti non è una cosa usuale e anche se già so che fra qualche ora, se non si decide a smettere, potrei anche avere una quasi crisi di nervi al pensiero che ho finito le sigarette, che avrò nel borsellino sì e no quattro centesimi, che ho almeno due lavatrici da fare-stendere e soprattutto ASCIUGARE. Nonostante tutto, ditemi sinceramente… è o non è ME-RA-VI-GLIO-SA?!

 

Altro che Cake Boss!

Fra le svariate cosucce che stiamo lavorando dalle mie parti (parlo del mio lavoro, una società di doppiaggio che il mio boss spaccia ancora per piccola e povera, quando invece su piazza è la società che di fatto a Roma sta lavorando più di ogni altra da un paio d’anni a questa parte), c’è una serie di documentari che il cliente che ce l’ha commissionata, fin dall’inizio, ha voluto venisse curata come se fosse un film sbanca-botteghini, pretendendo come voce del protagonista un doppiatore che non è solito fare documentari e che all’inizio aveva maledetto se stesso per avere accettato, anche se adesso ha cambiato decisamente opinione.
Il programma in questione si chiama (in originale) “Cake Boss”, da noi è stato tradotto “Il boss delle torte” e viene trasmesso su RealTime.
Immagino che a parecchi, volontariamente o meno, sarà capitato di incrociarlo in TV facendo zapping, e avranno avuto modo di vedere che razza di torte scenografiche sia capace di creare quel tizio. Meravigliose, alcune mastodontiche, colorate e curate fin nei minimi dettagli. Premettendo che nutro parecchie riserve (del tutto personali) sul fatto che quei dolci meravigliosi siano altrettanto buoni e “naturali”, non ho potuto fare a meno di notare come, anche in Italia, si stia diffondendo l’arte di creare torte meravigliose, minuziosamente decorate e molto scenografiche.
Mia cugina artecuggì ad esempio sta diventando molto brava in questo e sono molto felice che questa sua grande passione si stia concretizzando nel tempo in qualcosa di sempre più serio (beh, non perchè sia mia cugina, ma le sue torte sono veramente belline… vedere qui) ed è grazie a lei, che recentemente ha partecipato ad una manifestazione sul tema, che ho avuto modo di vedere, e subito subito innamorarmi, di una torta che trovo a dir poco geniale e che rispecchia nel modo migliore (ossia dolcissimo! :-P ) il cambiamento dei nostri costumi.
Un modo come un altro – secondo me il migliore – per riuscire a strappare un sorriso anche a chi certi argomenti (questo, in particolare) continua a guardarli con sospetto, rifiutandosi di accettare ciò che di fatto è una realtà.
Guardatela… è o non è meravigliosa?

p.s.: visto che ho notato solo ora che non si possono vedere le foto delle torte di artecuggì se non si è iscritti a fb, metto qualche foto che le ho rubato a sua insaputa! :-P

Trasferimento effettuato!!!

Non riesco a credere che Splinder e WordPress siano riusciti a farmi questo regalo.
Ormai non ci speravo praticamente più, ma stasera quasi per caso ho voluto provarci e…
Voilà!
Con qualche immagine mancante e qualche lettera stravagante, la mia casetta fatta di parole, musica e immagini è ancora qui.
Un tempo odiavo la domenica sera, ma da questa sera le cose potrebbero cambiare.
Bentornata a me (e buon lavoro anche, che mica posso lasciare la casetta così disordinata… chissà che diranno i vicini, poi!)

Trasferimento in corso

A pensarci bene questo post potrebbe anche intitolarsi "Post ad personam", visto che credo possa interessare ad una, forse due, al massimo tre persone.
In ogni caso, per agrimonia, MaiaDesnuda (forse), Primaticcio (al massimo) e Fantasia (a tenermi proprio larga) sono qui a comunicare che sto disperatamente cercando di trasferire i miei petali appassiti e le mie spine presso questo nuovo indirizzo qui:
http://emmegi66.wordpress.com
E che Dio me la mandi buona!!!

Questa voce è stata pubblicata il 18 novembre 2011, in blog. 2 commenti

A.A.A. Cercasi ditta di traslochi, possibilmente “a gratis”

C’è qualcuno che sa dirmi, una volta per tutte e con parole semplici e molto spicce, come caspita si fa a trasferire un vecchio e quasi dimenticato (ma parecchio amato) blog di Splinder in questo nuovo condominio?

A proposito, sarà anche vero che “chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa cosa lascia e non sa cosa trova”, ma questa strada nuova qui mi sembra un’autostrada a tre corsie rispetto a quella straduccia di campagna che è Splinder!

E’ un altro mondo!

 

Hello world!

Welcome to WordPress.com. After you read this, you should delete and write your own post, with a new title above. Or hit Add New on the left (of the admin dashboard) to start a fresh post.

Here are some suggestions for your first post.

  1. You can find new ideas for what to blog about by reading the Daily Post.
  2. Add PressThis to your browser. It creates a new blog post for you about any interesting  page you read on the web.
  3. Make some changes to this page, and then hit preview on the right. You can always preview any post or edit it before you share it to the world.

In fuga da me, verso me

Come fare non so, ma son certa che ci riuscirò.
Faccio su petali e spine e vedo di riuscire a trapiantarmi altrove.
Anche se nessun giardino sarà mai più bello di questo.

Questa voce è stata pubblicata il 11 novembre 2011, in blog. 2 commenti

A te che chissà  dove sei.


Ti desidero e ti temo.

Ogni volta è un turbinio di emozioni contrastanti.

La testa che ragiona e mi induce a implorare il NO.

Il cuore che dentro di sè ti ha sempre desiderato che grida SI’ e nella notte guida la mia mano dove spera che tu sia per regalarti una carezza. La prima di una lunga serie che saprei donarti.

C’è un tempo per tutto e forse il mio è passato.

Ma dentro di me tu ci sei sempre stato e una parte di me spera che prima o poi ci sarai veramente.

Ovunque tu sia, sappi che ti penso con affetto.

Ma questo tu lo sai.

Verba volant…


Come si fa ad abituarsi all'ipocrisia e alla falsità?
Lo chiedo veramente, giuro.
No perchè se esiste una ricetta miracolosa che possa guarire dallo stato di inadeguatezza ed estraneità in cui sono caduta, io sono pronta a seguire alla lettera la cura, costi quel che costi.
Possibile che alla soglia del mezzo secolo di vita (anche se in effetti manca ancora un pò di tempo), io possa ancora stupirmi della pochezza del genere umano?
Com'è possibile che una persona un giorno pensi nero e lo ostenti fino a coinvolgerti e il giorno dopo pensi bianco come se quello fosse stato il suo pensiero da sempre e lo ostenti con lo stesso fervore con cui il giorno prima ostentava l'esatto contrario?
Dio mio, io non ce la faccio. E mi sembra troppo facile trincerarsi dietro frasi del tipo «solo chi non è intelligente non cambia mai opinione», perchè più che di intelligenza a me sembra si tratti di paraculaggine. Oggi mi fa comodo così, domani mi fa comodo colà ed io sventolo come la più leggera delle bandierine.
Speravo che col tempo l'età anagrafica e la conseguente maturità delle persone con cui entravo in contatto potesse sanare i miei dubbi circa l'opportunismo (giusto per essere garbati) di talune persone… ma mio malgrado non posso che constatare che non è affatto così.
«Non è tempo per noi e forse non lo sarà mai…»
Ma dove sono gli altri «noi» uguali, o almeno simili, a me?
In vita mia ne ho trovati ben pochi…